Il settore della comunicazione come sta affrontando la crisi? Vera o solo temuta?
Pubblicato: Gio, 11 giu 2009
Su: draft.it
Di: Damiano Falchetti
Per capire se questa crisi sia vera o solo temuta dalle agenzie e dagli studi creativi, passiamo dalla porta di chi lavora con realtà gestionali di centinaia di agenzie di settore. Sbirciamo attraverso questa "finestra sulle economie della comunicazione" e scopriamo che la tanto discussa "crisi" ha giovato all'operatività delle agenzie italiane.
A sostenerlo è Elisa Bernasconi, country manager per Paprika Software – il sistema gestionale integrato specializzato nel settore della comunicazione – con cui abbiamo scambiato due chiacchere sulla attuale situazione Italiana.
Lei crede che l'industria della comunicazione stia realmente soffrendo questo momento di contrazione economica?
Premettendo che dipende molto dalle agenzie e dalla tipologia del loro portfolio clienti, le rispondo che ci sono indubbiamente stati dei cambiamenti tangibili ma per il nostro settore non parlerei necessariamente di "soffrire la crisi". Più che un reale calo di business ciò che sta maggiormente impattando le agenzie è il calo di prospettive certe. Parlo spesso di questo scenario con numerosi responsabili di agenzie diverse in dimensioni e specializzazioni e ciò che si accusa sono cali nella contrattualistica a lungo termine. In sostanza pare che gli investimenti nel settore procedano ma abbiano cambiato forma, da contratti annuali si è passati a una preponderanza di commesse one-off a breve termine. Questo ha generato un senso di incertezza a livello di pipeline di business.
E come ha reagito il mondo della comunicazione a questo slittamento di prospettiva?
In linea di massima ho riscontrato con piacere una reazione proattiva a scapito del panico che in tanti prevedevano. La maggioranza dei responsabili ha puntato sulla riorganizzazione con il fine di una maggior efficacia e razionalizzazione dei processi, l'idea è stata quella di poter servire il nuovo mercato con agilità, prontezza e offerte accattivanti senza penalizzare eccessivamente i margini di profitto, effettivamente basta organizzarsi.
Si è inoltre sviluppata una maggiore coscienza dell'ottimizzazione che è sempre un patrimonio prezioso. Curioso che i nostri stessi clienti abbiano cambiato il modo in cui usano il supporto informatico, ma di questo magari parleremo un'altra volta.
Ci sta dicendo che la sfida del 2009 ha fatto bene alle agenzie?
Alla loro operatività indubbiamente sì. Mi spiego, nei periodi di economia fiorente la necessità di processi operativi organici e controlli sui margini c'è sempre ma non viene percepita come una priorità. Lavorare in modo non funzionale disperdendo costi e risorse è un lusso sempre molto costoso, in momenti come questo diventa un lusso che semplicemente non ci si può più permettere.





